Iniziativa per la democrazia in Consiglio nazionale

Circa 70 membri del Consiglio nazionale sono intervenuti giovedì scorso sull’Iniziativa per la democrazia. Ciò dimostra che abbiamo toccato un nervo scoperto. Il dibattito sulla nostra democrazia è atteso da tempo, poiché l’esclusione di oltre un quarto della popolazione svizzera dal diritto di cittadinanza è indegna di una democrazia. 

Il nostro copresidente e neoconsigliere nazionale Arbër Bullakaj ha tenuto il suo primo discorso in Consiglio nazionale – ovviamente sull’Iniziativa per la democrazia. Non è un caso che intervenga proprio su questo tema: porta in Parlamento la voce delle oltre 100’000 persone che hanno firmato l’Iniziativa.

Escludere dalle decisioni politiche più di un quarto delle persone che vivono, lavorano, e pagano le tasse nel Paese è semplicemente «un’aberrazione democratica». Si tratta di un numero di persone pari a quello degli abitanti della Romandia. Di queste, 1,2 milioni soddisfano già oggi i criteri per la naturalizzazione, ma non vengono comunque naturalizzate.

La Svizzera è uno dei Paesi con la maggiore diversità d’Europa: il 41% della sua popolazione residente permanente ha un background migratorio. Questa diversità è la nostra forza. Paradossalmente, la Svizzera ha anche una delle procedure di naturalizzazione tra le più restrittive d’Europa. Grande diversità da un lato, e un diritto di cittadinanza tra i più arretrati dall’altro – la contraddizione è evidente. Arbër ha dichiarato al Consiglio nazionale: «L’iniziativa per la democrazia non rivendica nulla di rivoluzionario, ma semplicemente di allinearsi allo standard europeo». L’iniziativa mira a stabilire criteri oggettivi per l’ottenimento della cittadinanza, perché questa è «un diritto, non una concessione». 

Anche gli altri interventi in sala sono stati piuttosto accesi. Per gli oppositori dell’Iniziativa, il dibattito ruotava essenzialmente attorno alla questione se la naturalizzazione rappresenti l’inizio o la fine dell’integrazione. Altri vedevano nell’iniziativa una «vera e propria rivoluzione» (in senso negativo), e si è anche evocato lo spettro della naturalizzazione ridotta a un semplice atto amministrativo – Dio ce ne scampi!

Sì, la cittadinanza svizzera è stata addirittura definita «qualcosa di sacro», il «cuore della Svizzera». Chi può ottenerla determinerebbe quale «valore abbia essere svizzera o svizzero». Di conseguenza, secondo gli oppositori, l’Iniziativa per la democrazia finirebbe per «banalizzerebbe» la cittadinanza. Infine, proprio coloro che non hanno mai dovuto fare nulla per ottenere la cittadinanza svizzera hanno sottolineato quanto sia importante dimostrare di meritarsela. Fin qui, nulla di nuovo. 

I sostenitori, invece, hanno insistito sui paralleli con il suffragio femminile e con la democrazia in generale. Solo 55 anni fa, in Svizzera, è stato introdotto il diritto di voto alle donne: anche allora il Paese si trovava in coda alla classifica. Ancora mezzo secolo fa si discuteva seriamente se metà della popolazione dovesse restare esclusa dalla politica. Oggi si discute se più di un quarto degli abitanti del Paese debba rimanere escluso dalla cittadinanza.

In questo contesto, l’iniziativa per la democrazia è stata presentata come un ulteriore passo importante nella “storia di una Svizzera sempre più democratica”, poiché “la democrazia è quasi sempre pensata in piccolo”. Sarebbe infatti il sistema attuale a “trasformare delle persone in stranieri”. Il Consiglio nazionale non ha quindi discusso soltanto i criteri e la procedura di naturalizzazione, ma una questione di principio che riguarda la democrazia stessa.

Affinché questa questione fondamentale possa essere discussa democraticamente anche tra la popolazione, abbiamo bisogno di una campagna di votazione forte – e quindi anche di risorse finanziarie. Mancano solo 6 giorni per sostenere la nostra campagna di crowdfunding. Contiamo su di te!

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Il dibattito in Consiglio nazionale dimostra che la nostra iniziativa tocca un punto sensibile. Portiamo insieme il nostro movimento per un diritto di cittadinanza moderno in tutta la Svizzera!

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